Ritagli
La verifica dei dati citati dal ministro Tajani all'Assemblea generale dell'Onu
Il dato principale, relativo ai conflitti armati nel mondo, è abbastanza incerto e decisamente opinabile
Leonardo Macioci ·

Il 23 settembre 2026, Antonio Tajani, ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, è intervenuto all'Assemblea generale della Nazioni Unite, a New York. L'Assemblea generale è una delle poche occasioni (se non l'unica) durante le quali gran parte dei capi di Stato mondiali si ritrovano nello stesso luogo per discutere civilmente di tematiche comuni, come i conflitti armati, le guerre, l'economia, il commercio e la diplomazia.
Nel caso dell'Italia, quest'anno, la rappresentanza è stata garantita dal ministro Tajani – la presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, era a Milano per l'inizio della Fashion Week –, il quale è intervenuto citando alcuni dati.
A. Tajani: "[...] lo scorso anno, da questo podio, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ricordò che nel mondo erano in corso 56 conflitti armati: il numero più alto dalla Seconda guerra mondiale. Oggi, secondo le stesse fonti, sono 61".
Qui l'affermazione di Tajani non è verificabile. Nel 2025, Giorgia Meloni citò il Global Peace Index 2024 , che, effettivamente, aveva registrato 56 conflitti; quest'anno, il ministro ha citato nuovamente il medesimo indice, che però riporta invece un numero diverso per il 2024, ovvero 61. Si possono tuttavia utilizzare altre fonti per confermare se si sia verificato un fattuale aumento dei conflitti armati nel mondo: per esempio, i dati dell' Istitut de hautes études internationales et du développement dell'università di Ginevra riportano un totale di 98 conflitti armati al momento, in leggero aumento rispetto a settembre 2025, quando erano 96; nel settembre del 2024 erano sempre 98. Ciononostante, un fattore fondamentale nell'individuazione e nella catalogazione delle guerre è la definizione di "conflitto armato": nel caso del centro di studio dell'università svizzera è basata su quella fornita dal diritto internazionale.
A. Tajani: "Il Piano Mattei coinvolge diciotto Paesi".
Qui Tajani è preciso. Il Piano Mattei, secondo quanto riportato dal governo italiano , coinvolge attualmente diciotto Paesi africani.
A. Tajani: "Siamo tra i maggiori contributori al bilancio delle Nazioni Unite e tra i primi Paesi per presenza di militari nelle missioni internazionali [...]".
Qui Tajani è preciso. Stando a quanto comunicato dai dati forniti dall'Onu stessa, l'Italia è correntemente impegnata in 4 missioni di supporto paramilitare e umanitario (in Libano, a Cipro, in India e Pakistan e nel Sahara occidentale); l'Italia è inoltre il settimo contributore mondiale al bilancio ordinario delle Nazioni Unite, dal momento che ha versato 90,1 milioni di dollari per l'anno 2026.