L'Aquila
Al convegno "La rappresentanza del futuro" si è parlato molto di consulte studentesche e poco di IA
Almeno la mattina: in molti casi l'argomento del confronto tra gli studenti è stata la struttura degli organismi studenteschi provinciali, e le criticità che essa presenta
Leonardo Macioci ·

Oggi, a Palazzo Spaventa e poi all'istituto "A. Bafile", si è svolto il convegno "La rappresentanza del futuro", organizzato dall'associazione DiCultHer – dedita alla promozione del patrimonio culturale digitale tramite numerose e variegate iniziative sul territorio, in tutta Italia e in Europa – insieme alla Consulta provinciale degli studenti dell'Aquila, affiancata dall'Ufficio scolastico regionale per l'Abruzzo e da quello per la Liguria, con i rispettivi rappresentanti. La giornata si è articolata in due parti: la prima, la mattina, di tipo teorico, e la seconda, il pomeriggio, nei locali dell'istituto "A. Bafile", di tipo pratico e fortemente interattivo e laboratoriale.
Il tema sul quale verteva l'iniziativa riguardava la coniugazione della governabilità con l'utilizzo dell'intelligenza artificiale; in particolare, la governance locale e studentesca sono state costantemente al centro del dibattito e del confronto tra la relatrice, ovvero la direttrice dell' academy gestita da DiCultHer, Silvia Mazzeo, e coloro che si trovavano lì presenti in qualità di rappresentanti delle comunità scolastiche dalle quali provenivano: erano infatti presenti – tra presidenti, vicepresidenti e membri – le consulte provinciali studentesche delle province e abruzzesi e liguri, queste ultime accompagnate da alcuni docenti con dell'esperienza pregressa nel settore dei rapporti tra le realtà scolastiche individuali e quelle amministrative provinciali, regionali e infine nazionali, visto lo svolgimento del Consiglio Nazionale dei Presidenti delle Consulte provinciali degli studenti, al quale è presente – annualmente – anche il ministro dell'Istruzione e del Merito (ovvero, per il governo di Giorgia Meloni, Giuseppe Valditara).
E via con il banalissimo elenco di coloro che sono intervenuti; si sono infatti susseguiti nel pontificare su un tema – come quello degli organi provinciali e dell'IA – tanto incomprensibilmente settoriale quanto già obsolescente nelle modalità con cui è stato trattato – come se gli organizzatori volessero fornire un libretto di istruzioni rispetto a come confrontarsi con una tecnologia che l'Economist ha più volta definito con termini dismemistici come "trasformativa", associandoli a "radicale" e "rivoluzionaria" –: la direttrice provinciale dell'USR per la Liguria, in particolare per l'ambito territoriale di Savona, in collegamento audiovisivo; il consigliere comunale aquilano Leonardo Scimia, specializzato negli ambiti dell'urbanistica e dell'edilizia (anche scolastica, vista la sua esperienza di rappresentante d'istituto e di Consulta, come ha ricordato); il presidente dell'associazione DiCultHer, Carmine Marinucci, dotato di una straordinaria umiltà, così come Giovanni Piscolla – sempre di DiCultHer –, telematicamente; dopodiché, il direttore dell'USR per l'Abruzzo, Massimiliano Nardocci, il cui laconico discorso non ha presentato alcuna nota di merito (così come gli altri), eccetto per la divulgazione di un dato ammirevolmente basso di dispersione scolastica per l'Abruzzo, attestatatosi attorno al 5 per cento (The Ampersand non ha però potuto verificare questa percentuale); infine, sono intervenuti – sebbene molto brevemente – il professor Lattanzi e la docente Maria Paola Zaino.
La conferenza della mattina si è svolta in modo interattivo, permettendo agli studenti presenti di esprimersi riguardo diverse questioni, come l'inclusione di genere, il bullismo, le minoranze e le voci silenti che eludono i radar elettorali; il tutto aveva l'obiettivo di individuare le competenze principali di un rappresentante, e giustapporle poi alle abilità dell'IA.
Uno dei punti preminenti portati avanti e approfonditi dalla relatrice Mazzeo concerneva il pericolo insito nel delegare responsabilità, decisioni e azioni all'IA, la quale dovrebbe invece essere sfruttata nell'analisi statistica più sterile (apparentemente, una macchina probabilistica non ha capacità sufficienti per interpretare dei dati statistici e discernere tra maggioranza e minoranza [ sic ]). Indubbiamente il messaggio – peraltro diffusissimo all'interno delle istruzioni d'uso che circolano online riguardo l'IA – voleva suggerire l'affidamento della mansioni più meccaniche ai LLMs (i Large Language Models, ovvero modelli generativi che attingono a grandi quantità di dati per elaborare delle risposte in ambiti molto differenti), senza delegare: suppongo questo includesse anche utilizzare l'IA per realizzare almeno una parte consistente della presentazione di cui si è dotata Silvia Mazzeo senza preoccuparsi di eliminare errori linguistici come "prendendersi" e "progettare un progetto" [ sic! ].
Le opinioni più interessanti sono arrivate dagli studenti, a diretto contatto con delle istituzioni che, nonostante siano state introdotte 30 anni fa nell'ordinamento amministrativo italiano, mostrano ancora delle serie criticità: la più grave risiede nella mancata pubblicizzazione dell'attività delle consulte degli studenti, che genera una diffusa ignoranza rispetto alle loro prerogative in materia di fondi e gestione delle iniziative portate a scuola; ciò limita enormemente lo spettro d'azione delle consulte, che si ritrovano a essere pallidi fantasmi delle enormi potenzialità che detengono. Sostanzialmente, le consulte vengono private di legittimità dalla limitata interazione tra le singole scuole e il sistema scuola ministeriale, regionale e provinciale.
Uno studente ligure presente al convegno ha sottolineato come le consulte vengano spesso usate (magari inavvertitamente) come "think tank" – un laboratorio di idee o centro di studi specializzato – dal ministro. Tutto questo è legato alla precaria coesione territoriale, che impossibilita le consulte a operare al meglio delle proprie possibilità, anche sul piano economico.
Alcuni dei presenti hanno fatto notare che progetti come quelli del Veneto, regione che ha attivato un corso di preparazione al ruolo di rappresentante di consulta propedeutico alla carica che si andrà a ricoprire, potrebbero apportare grandi miglioramenti a un sistema non ancora consolidato; allo stesso tempo, una maggiore comunicazione tra i rappresentanti di istituto e quelli degli organismi provinciali potrebbe facilitarne le mansioni.