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I gabbiani hanno rubato 171 milioni di sterline ai britannici in un anno
Lo mostra una ricerca condotta da Compare the Market, che ha intervistato migliaia di inglesi per inquadrare la situazione degli infami gabbiani
Leonardo Macioci ·

È abbastanza deprimente vedere sette milioni di anni di evoluzione, conditi con vari millenni di antropocentrismo egoistico, volatilizzarsi alla stessa velocità con la quale un uccello che consuma abitualmente patatine fritte nei vicoli più sudici delle nostre città riesce a strappare dalle mani di un passante il suo pranzo; è uno spettacolo tanto triste quanto ricorrente, e – sebbene non faccia necessariamente rivalutare il ruolo della specie umana in questa grande palla di neve – di sicuro causa non poche imprecazioni al lavoratore medio che investe un seicentesimo del proprio stipendio in pochi triangolini di pane raffermo abbandonati in fondo al congelatore del supermercato in compagnia di un condimento insapore e dalla consistenza discutibile, solo per vedere una prospettiva abbastanza hobbesiana della realtà travolgerlo per mezzo di un becco e delle zampe di un colore tanto acceso da bucare la retina.
Il fatto che questo fenomeno – tenuto in vita da bande di uccelli depravati – si concentri nelle isole britanniche è dovuto, dal mio punto di vista, a due fattori: 1) la quantità rinvigorente e automobilistica di olio presente nelle porzioni distribuite dai venditori che producono fish and chips e 2) il divertimento provato dai gabbiani – ed espresso con una risata a singulti che suggerisce un immotivato ingozzamento – nel vedere la reazione degli inglesi quando davanti a loro si infrange la verità fattuale, ovvero che sono stati derubati del loro spuntino di metà mattina/pranzo/spuntino di metà pomeriggio (reagiscono come quando si accorsero che uscire dall'Ue non stava portando alcun vantaggio).
L'Independent riporta i dati raccolti da Compare the Market, una piattaforma digitale che permette agli utenti di confrontare prezzi e offerte, per quanto concerne i furti operati dai gabbiani ai danni dei britannici, sulla base di un bacino di duemila persone intervistate: il 71 per cento delle persone coinvolte nell'indagine ha riferito di essere stato vittima di un furto di cibo da parte dei gabbiani.
In particolare – per approfondire indirettamente le preferenze culinarie di questi animali infami –, il 72 per cento degli intervistati ha detto che la propria porzione di fish and chips è stata oggetto di un furto – o, perlomeno, di un tentativo. La seconda opzione più gettonata sono i sandwich, seguiti poi dal gelato, rispettivamente con il 21 e il 20 per cento.
Il segno più marcato dell'assoggettamento della specie umana alle spietate frivolezze dei gabbiani è la percentuale relativa alle persone che sono state costrette ad adottare misure preventive, difensive od offensive nei confronti degli uccelli del malaugurio: il 76 per cento ha comunicato di aver cambiato il luogo o le modalità con cui si nutre pubblicamente, mentre il 32 per cento ha dovuto rinunciare definitivamente a questo anelito di libertà. Il 43 per cento ha deciso di nascondere il proprio cibo, mentre il 31 si è ingozzato con avidità animalesca, tanto da far scaturire una risata di scherno dal tono fastidiosamente alto e querulo dalla platea di gabbiani disposti con elegante tossicità relazionale sui parapetti del porticciolo in questione.
Il 69 per cento è stato assaltato e/o depredato più di una volta.
Infine, l'82 per cento ha assistito alla soverchiante azione eversiva dei gabbiani, scatenata contro l'ennesimo impiegato del ceto medio.
In totale, questi furti sarebbero costati 171 milioni di sterline ai britannici – secondo una stima basata su un prezzo medio di 5,5 sterline –, senza contare poi gli innumerevoli furti di beni alimentari nei supermercati e nei negozi disseminati sulle coste britanniche, episodi dei quali, online, circolano numerosissimi video.