Scienze
L'"Omega block", ovvero l'assassino silenzioso che sta colpendo l'Europa con temperature da record
Un close up sulle cause scientifiche che hanno portato il nostro Paese al caldo estremo, insieme a molti altri
Giulia De Simone ·

Giugno 2026:
Repubblica Ceca 41 °C, Germania 42 °C, Francia 44 °C, Spagna 47 °C. Nell'ultimo mese
più di metà delle 854 città europee monitorate ha infranto i record storici
dell'indice della WGBT (la Wet Bulb Globe Temperature ). Il caldo è alle stelle e scatena
crisi di ogni genere, a partire da quelle metereologiche, fino a colpire i
cittadini. Si sono verificati 1.300 decessi in una sola settimana, tutti accomunati dalla stessa
causa, un aumento del 39 per cento nelle morti in Paesi vicini e ben noti a noi italiani,
come il Belgio.
Chi è stato a scagliare questo spietato assassino silenzioso? La
risposta della scienza è stata immediata e indiscussa: si tratta del cosiddetto "blocco
a Omega". Esso prende il nome dalla lettera dell'alfabeto greco, poiché è
caratterizzato da una forma ricurva, nella quale si concentra una straordinaria
pressione dalle temperature altissime, chiamata cupola, racchiusa da un confine
di pressione bassa e fredda. Si estende dalla Spagna fino alla Gran
Bretagna, comprendendo l'Italia, la Francia e buona parte del Mitteleuropa (che corrisponde alla cosiddetta Europa danubiana, o Europa centrale, estendosi su gran parte della Germania e comprendendo al proprio interno la Polonia, l'Austria e i territori fino ai Paesi baltici).
Questa
configurazione impedisce il normale passaggio delle correnti a getto,
responsabili dell'escursione termica, risucchiando l'aria torrida proveniente
dal continente africano e comprimendola causando un suo riscaldamento notevole di
giorno in giorno.
L'opinione
dell'Italia è combattuta: recentemente alcune figure importanti sono
intervenute nel dibattito pubblico, come il presidente del Senato Ignazio La
Russa, con dichiarazioni che hanno sollevato accese polemiche.
Egli, infatti, ha risposto agli allarmi degli ambientalisti, riguardo il clima "caraibico" che sta invadendo l'Europa, sostenendo che "i Caraibi vivono da un sacco di tempo con questo
clima e sopravvivono". Tra le più aspre critiche ricevute, vi è anche quella
del vincitore del premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi, il quale, durante un'intervista, ha
chiaramente espresso il suo dissenso, ricordando che le temperature italiane
crescono al doppio della velocità rispetto alla media globale, aumentando di 2° C, e sottolineando come ignorare la realtà espone,
a detta sua, il Paese a rischi disastrosi.
Fonti
Il sito de IlMeteo.net
Il sito di CDT.ch
Il sito di Euronews
Il sito di Andkronos
Il sito di Ansa