Critica
Il Firenze Rocks, nel 2026
Un resoconto di quello che è accaduto alla fine sul palco del Firenze Rocks di quest'anno
Leonardo Giuseppe Reznik Castaldo ·

Dal 12 al 14 giugno 2026, presso la Visarno Arena, si è tenuta l'ottava edizione del festival Firenze Rocks, il quale si è svolto nell'arco di tre giorni e ha avuto come protagonisti tre nomi d'eccezione: Lenny Kravitz, Robbie Williams e i The Cure . Oltre a questi artisti, il festival ha ospitato anche Salmo, KT Tunstall e Mogwai , insieme ad artisti più di nicchia come i Just Mustard .
La giornata del 14 giugno 2026 ha rappresentato l'atto conclusivo di Firenze Rocks, caratterizzata da artisti emergenti e nomi di consolidata fama internazionale, appartenenti a generazioni e percorsi musicali differenti. Di seguito sarà riportato il line-up completo della giornata, al fine di offrire una panoramica della varietà musicale proposta dal festival.
I Just Mustard si sono esibiti dalle 16:15 alle 17:00, aprendo la giornata finale del festival. Sono una band di Dundalk – in Irlanda – formata da Katie Ball, David Noonan, Mete Kalyoncuoğlu, Rob Clarke e Shane Maguire, fondata nel 2015. Il gruppo si è affermato come uno dei nomi più interessanti dello shoegaze, genere musicale conosciuto per il suo suono onirico, caratterizzato da un forte uso di effetti sulla chitarra, che crea un paesaggio sonoro immersivo, e del rock sperimentale contemporaneo, ottenendo riconoscimenti da testate come Pitchfork, NME, The Independent e altre.
Il loro sound è ornato da effetti e distorsioni che sembrano trasportare l'ascoltatore in ambienti continuamente diversi fra loro, creando atmosfere tanto malinconiche e placide quanto aggressive e agitate. Mischiano e manipolano il suono per creare forti contrasti – come il sovrapporsi di bassi cavernosi e voci eteree – concedendo alla loro musica un'identità sonora originale e riconoscibile, capace di trasportare l'ascoltatore attraverso scenari emotivi sempre diversi. Il gruppo ha suonato diverse canzoni, spaziando da alcune del loro album di debutto, Wednesday , come Deaf , ad alcune del loro album nuovo, We were just here , come la canzone omonima, che è anche uno dei brani più rappresentativi del loro repertorio.
I The Twilight Sad – dalle 17:45 alle 18:30 –, con al centro il duo formato da James Graham e Andy MacFarlane, sono un gruppo post-punk/indie rock di Kilsyth, in Scozia, formato nel 2003, che pubblicò il suo album di debutto, Fourteen Autumns And Fifteen Winters , nel 2007 e che crebbe di fama e notorietà, venendo scelto anche come gruppo di supporto per The Cure da Robert Smith nel 2016 e ottenendo grande entusiasmo dalla critica per la loro impronta musicale folk, tanto da essere definiti da Graham stesso come "folk con strati di rumore". Nel 2019, rilasciarono il loro ultimo album, It Won/t Be Like This All the Time , riscontrando grande successo commerciale, e segnando così un nuovo apice nella traiettoria della amata band scozzese.
La loro musica è un'interessante mescolanza di alternative e noise rock, con suoni particolari e ritmi drammatici e solenni, unitamente a elementi del folk/folk rock tradizionali scozzesi, provenienti dalle regioni dove sono cresciuti i membri. Molto marcato è l'accento scozzese del cantante, James Graham – che tratta parole e temi collegati alla vita quotidiana e ai luoghi della Scozia rurale – mantenendo un'identità locale particolarmente evidente, senza rinunciare a una dimensione più ampia e internazionale che ha contribuito alla notorietà della band. La sfera folk non è scontata, anzi, è celata dai timbri distorti, dalle note aggressive della chitarra e da una batteria intensa e attiva; complessivamente, però, analizzando tutti i particolari, dietro una musica che potrebbe a primo impatto sembrare comune, si nota una composizione capace di distinguersi in modo netto nel panorama contemporaneo.
I Mogwai sono apparsi sul palco la sera. Nati a Glasgow nel 1995, sono composti dai membri Stuart Braithwaite, Barry Burns, Dominic Aitchison e Martin Bulloch. Il loro stile è principalmente composto da lunghi brani strumentali guidati da una melodia suonata da una chitarra; i brani presentano forti contrasti dinamici, linee di basso melodiche e un intenso uso di distorsione ed effetti. Da quando hanno pubblicato il loro album di debutto, Mogwai Young Team , nel 1997, i Mogwai hanno sperimentato con il loro suono, oltrepassando i limiti del post-rock e sfociando in generi come la musica elettronica, la musica ambient e lo shoegaze. Intorno agli anni 2000 divennero una band rappresentativa per il post-rock, affermandosi come uno dei primi gruppi a muoversi all'interno di questo nuovo suono, il quale finirà per influenzare diversi artisti negli anni successivi. Ultimamente – a partire dal 2010 – hanno lavorato a soundtrack come quella di Les Revenants , una serie televisiva, contribuendo ad aumentare la loro notorietà.
Più che canzoni, le loro composizioni sono, quando ascoltate, esperienze mistiche che intrecciano suoni, ritmi, accordi e melodie per creare combinazioni intricate. La loro musica presenta variazioni inaspettate di volume, di tono e di intensità, che provocano brividi, facendo vibrare non solo le orecchie, ma ogni singola fibra che compone il nostro corpo. Il loro suono è ricco di diversità e contrasto, che dona alla musica il suo aspetto mistico, e allo stesso tempo oscuro e drammatico: questa sovrapposizione è evidente nella canzone Helicon 1 , dove le note lunghe e drammatiche vengono trascinate dal ritmo pesante, marcato dalla batteria. La loro performance al Firenze Rocks, a differenza degli altri artisti, non era movimentata, bensì caratterizzata da un suono pulito e continuo, che come un'onda fuoriusciva dagli amplificatori travolgendo tutta l'arena. Invitava a chiudere gli occhi, rilassare i muscoli e ascoltare attentamente ogni nota – ogni pausa – per assorbire al massimo ogni particolare della loro musica.
Infine, per chiudere il festival con un vero "gran finale", si sono esibiti i The Cure dalle 21:30 in poi, concludendo il loro concerto intorno alla mezzanotte. Attivi dal 1979, i The Cure sono stati capaci di ridefinire l'immaginario dark e new wave e influenzare la musica delle generazioni successive con il loro catalogo di quattordici dischi imprescindibili – tra cui Disintegration e Wish – e con la loro estetica unica, rappresentata al massimo dal cantante, Robert Smith. Il gruppo si è formato nel 1976 a partire da Robert Smith e Lol Tolhurst a Crawley, vedendo soltanto Smith come membro costante fra i numerosi cambi da formazione a formazione; la formazione attuale è composta da Simon Gallup (al basso), Roger O'Donnell (per le tastiere), Jason Cooper (con la batteria), Reeves Gabrels (alla chitarra) e, ovviamente, Robert Smith come cantante e frontman. L'album di debutto del '79, Three Imaginary boys , che presenta anche la loro canzone più iconica Boys Don't Cry , posizionò la band all'apice della scena post-punk e new wave, generi emergenti durante quel periodo. Il loro percorso musicale non si fermò al post-punk: al contrario, si espanse verso diversi altri generi adattando toni più oscuri – evidenti nel loro secondo album, Seventeen Seconds (1980), che ebbe una forte influenza sul gothic rock – e toni più pop, con album come Pornography (1982). Gli album che segneranno l'apogeo dei The Cure sono Kiss me, Kiss me, Kiss me (1987), Disintegration (1989), nonché Wish (1992), all'interno dei quali si possono individuare alcune delle loro canzoni più conosciute come Just Like Heaven , Lovesong , Friday I'm In Love . Il gruppo ha pubblicato quattordici album in studio e più di 40 singoli, vendendo più di 30 milioni di dischi in tutto il mondo. Nel 2019, furono inseriti nella Rock & Roll Hall Of Fame, mentre nel 2024 fecero uscire il loro quattordicesimo album, Songs Of A Lost World , che ricevette ampi consensi dalla critica.
La performance di Robert Smith al Firenze Rocks 2026 si è rivelata eccezionale: nonostante l'età di 67 anni, Smith non ha smesso di essere una vera e propria star del rock, dimostrando di avere la voce e l'energia dello stesso Robert Smith di 40 anni fa. Durante lo svolgimento del concerto, sono stati presentati perfettamente tutti gli aspetti del gruppo, dalle canzoni più oscure e "goth" – termine che Smith non apprezza quando attribuito al proprio gruppo – che hanno caratterizzato la prima parte come Burn – scritta appositamente per il film Il Corvo (1994) –, alt.end , A Forest e From The Edge Of The Deep Green Sea , alle canzoni più vivaci e pop, che hanno monopolizzato la seconda parte, come Friday I'm In Love , The Lovecats e Close To Me . Per finire il concerto e per salutare definitivamente gli spettatori hanno suonato Boys Don't Cry, la loro canzone più conosciuta, che ha provocato un'ultima forte esplosione di energia per tutta l'arena.