Al referendum sulla riapertura delle trattative per entrare nell'Unione europea, in Islanda, ha vinto il "No"

In Islanda si è svolta una consultazione popolare in merito alla riapertura delle trattative con l'Unione europea per l’ingresso nella stessa da parte dello Stato nordico insulare. Nella capitale, Reykjavík, la popolazione si è dimostrata in maggioranza favorevole, ma il resto degli islandesi si è espresso contrariamente alla proposta, che verrà quindi accantonata – almeno fino alla prossima legislatura. L'Islanda fa comunque parte dell'eurozona, dell'area Schengen e della Nato.

Si è registrata un'alta affluenza – 82,5 per cento – e il "No" ha vinto con il 52,8 per cento; nella capitale, come previsto, ha invece trionfato il "Sì", sebbene con un margine inferiore alle aspettative e alle proiezioni degli istituti statistici.

Marine Le Pen, segretaria del partito nazionalista francese Rassemblement National, ha esultato su X, e lo stesso ha fatto Nigel Farage, segretario di Reform UK, un partito britannico di estrema destra: Farage è lo stesso che aveva spinto per il referendum per la Brexit, ovvero l'uscita del Regno Unito dall'Ue, nel 2016.